Difesa delle Piante dalle malattie – Funghi e parassiti i peggiori nemici

la difesa delle piante da funghi e malattie

Difesa delle piante dalle malattie nell’orto e nel giardino

La difesa delle piante dalle malattie hanno impegnato giardinieri e agricoltori fin da quando l’uomo ha iniziato a coltivare. Il giardinaggio è considerato un’arte gentile, lontana da qualsiasi idea di violenza, ma in pratica si tratta di una vera e perpetua guerra contro i nemici delle piante.

Difesa delle piante – Gli insetti

Ogni specie di insetto attacca le piante indifese: insetti che volano, insetti che camminano, insetti che vivono sottoterra, tutti contribuiscono a rendere difficile la vita del giardiniere.

Oltre agli animali nocivi, fra i quali vanno annoverati anche gatti, cani e uccelli, esistono molte specie di funghi, di parassiti e di virus che possono arrecare gravi danni. Come se queste minacce non bastassero, ecco profilarsi talora altri gravi pericoli naturali come cicloni, la grandine, la siccità, le inondazioni, i diluvi.

Un giardiniere degno di questo nome deve essere armato di pazienza infinita. Per sua fortuna negli ultimi decenni sono stati creati nuovi prodotti chimici e altri metodi di difesa per assisterlo nella sua lotta senza quartiere.

Difesa delle piante – Armi utilizzate per combattere gli insetti parassiti

Nella battaglia contro i parassiti, le malattie e le calamità naturali si usano armi come lanciafiamme, gas velenosi, cartucce e perfino razzi (per esempio contro la grandine); è vero che qualcuna delle vecchie armi è tuttora in campo, ma la scienza ci ha fornito molti prodotti nuovi, alcuni dei quali innocui per l’uomo, altri potenzialmente pericolosi e da usare con estrema cautela.

Per ottenere i risultati migliori e ridurre al minimo i rischi, è essenziale attenersi scrupolosamente alle istruzioni, in particolare per quanto riguarda la protezione personale e il dosaggio dei prodotti.

In teoria le piante coltivate in giardino o in serra non dovrebbero ammalarsi più facilmente delle piante che vivono allo stato selvatico; ma è fuor di dubbio che le prime sono più esposte alle malattie che non le seconde.

Coltivazione indoor e coltivazione outdoor

Questa apparente contraddizione si spiega col fatto che, in giardino, le piante della medesima varietà sono più addensate e, se si manifesta una malattia, immediatamente si propaga dall’una all’altra.

Le condizioni esistenti in giardino sono molto favorevoli alla formazione e alla moltiplicazione di parassiti, che trovano qui il loro cibo preferito e i luoghi ideali per deporvi le uova.

Non dimentichiamo inoltre che in un giardino il numero dei nemici naturali degli insetti nocivi è considerevolmente ridotto.

La colpa non è dunque della costituzione delle nostre piante da giardino, robuste quanto le altre, ma piuttosto delle condizioni create da metodi innaturali di coltivazione, in giardino come nei campi.

Quasi ogni tipo di coltivazione intensiva aumenta il rischio delle malattie.

Alcuni sostengono che le nostre piante da giardino, per lo più ibridi, sono state migliorate esteticamente ma rese al tempo stesso più deboli dalle costanti ibridazioni e dagli incroci; se questo può essere vero in qualche caso, gli ibridi del giardino hanno in genere vigore e vitalità quanto e forse più delle piante che crescono allo stato selvatico.

I fattori da tenere presenti quando si usano gli insetticidi (fattori che sono studiati con grande attenzione dai fabbricanti di questi prodotti) sono due:

1) La resistenza agli insetticidi

Col tempo certi parassiti diventano immuni dagli insetticidi e bisogna ricorrere a veleni più potenti. Ma esiste ovviamente un limite alla potenza del veleno: non bisogna danneggiare la pianta, né esporre l’operatore a un rischio ingiustificato, né tantomeno causare la distruzione di raccolti destinati all’alimentazione.

2) La distruzione indiscriminata

Gli insetticidi distruggono non solo gli insetti nocivi ma a volte anche i loro nemici naturali, creando così condizioni di vita propizie proprio agli animali che tentiamo di distruggere.

C’è poi molta perplessità circa gli eventuali effetti cumulativi che questi potenti veleni, nonché l’uso continuato di fertilizzanti chimici, potrebbero avere sul terreno.

PREVENZIONE, DIAGNOSI, CURA DELLE PIANTE

Prima di tentare qualsiasi tipo di difesa contro la malattia è necessario diagnosticarla con precisione. Il giardiniere non deve dimenticare che certe malattie è meglio prevenirle che reprimerle. In effetti alcune si possono facilmente prevenire, mentre in certi casi, quando una malattia è contratta, è difficile vincerla.

Un esempio tipico di malattia che si può prevenire, ma è difficile da curare, è la cosiddetta “macchia nera” (ticchiolatura), che attacca in particolare le foglie dei rosai.

Il sistema più semplice di trattamento preventivo è quello di coltivare solo le varietà che risultano immuni da alcune malattie diffuse: per esempio varietà speciali di Antirrhinum che siamo immuni dalla cosiddetta “ruggune” cui queste piante vanno soggette.

Difesa delle piante – Una corretta diagnosi è essenziale

Ai primi sintomi, e prima di iniziare qualsiasi cura, è essenziale stabilire se si tratta di una malattia di origine crittogamica, cioè causata da microrganismi vegetali (funghi, muffe), oppure di origine animale, cioè causata da insetti (vermi, pidocchi, larve).

E’ bene tener presente che insetticidi o altri tipi di difesa creati per scongiurare malattie di origine vegetale non sono efficaci contro le malattie di origine animale e lo stesso dicasi per il caso inverso.

Di preferenza è meglio usare prodotti sistematici, ossia prodotti che entrano nella linfa trasportando i principi attivi in ogni parte della pianta. Sempre efficaci, o almeno utili, i trattamenti a base di zolfo durante i mesi caldi e quelli a base di rame durante l’inverno.

Entrambi questi trattamenti sono preventivi: servono poco quando ormai la malattia è manifestata.

Difesa delle piante – Anticrittogamici & Antiparassitari

Le sostanze anticrittogamiche e antiparassitarie possono essere applicate in diversi modi: sotto forma di liquido nebilizzato da spargere con una pompa a pressione; sotto forma di polvere, mediante un soffietto; sottoforma di fumiganti che spandono fumo o gas velenosi (uno dei migliori sistemi da usare in serra e contro le talpe); incorporandole nel terreno.

Ogni metodo è efficace per determinati titpi di malattia; ogni prodotto deve essere usato per lo scopo specifico per cui i fabbricanti lo destinano.

I parassiti e le malattie che possono attaccare le piante in giardino sono numerosi. Ma alcune malattie si manifestano di rado e le più comuni sono relativamente poche, anche se possono cagionare gravissimi danni, spesso in brevissimo tempo, e non vanno quasi mai trascurate.

Anche il coltivatore può diventare un pericolo per le piante

Oltre le malattie causate da funghi, larve, insetti, ne esistono altre causate dall’imperizia del coltivatore. Tra le più comuni sono: nutrizione insufficiente, carenze minerali, terreno non adatto, luce scarsa, sole eccessivo, dose errata di acqua, temperatura inadatta.

Questi errori, anche se non sono causa di vere e proprie malattie, sono però fonti di danno per le piante e creano malattie apparenti: possono inoltre indebolire la pianta rendendola meno resistente agli attacchi delle malattie.

Piante sane e in buona salute, più resistenti a funghi e parassiti

Uno dei mezzi migliori per aiutare le piante a evitare e a combattere i malanni consiste nel mantenerle robuste e in buona salute. Gli errori di coltivazione (per i quali spesso – va detto – qualche semplice nozione di orticoltura è già una sufficiente prevenzione) possono però essere facilmente corretti.

La clorosi, causata da un’eccessiva quantità di calcio nel terreno, è la malattia più comune; le piante assumono un aspetto malaticcio e il fogliame un colore giallognolo.

E’ una “malattia” seria di per sè, ma può essere facilmente e definitivamente guarita trasportando la pianta in un suolo acido, ossia in terra che non contiene calcio, o somministrando chelato di ferro o altri ottimi prodotti oggi in commercio, come il Sequestrene e l’Anticlor.

E’ bene ricordare che piante come Azalea, Rhododendron, Kalmia, Enkianthus, Camellia non tollerano assolutamente la presenza di calcio nel terreno e vanno perciò coltivate in terreno acido.

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