Fertilizzanti e Concimi un unico obiettivo: Nutrire le Piante

quali sono i fertilizzanti e concimi migliori

Fertilizzanti e Concimi diverse formulazioni per nutrire le piante

Fertilizzanti e Concimi oggi non rendono necessaria al giardiniere una competenza specifica, anche se è bene che ne conosca le caratteristiche principali, la composizione, l’azione e le funzioni.

La scienza dei fertilizzanti e concimi è stata infatti semplificata al punto che attualmente anche un dilettante può dare alle sue piante gli alimenti essenziali senza alcun problema o difficoltà.

Fertilizzanti e Concimi per tutte le esigenze

Esistono in commercio fertilizzanti di ogni genere, pronti per l’uso allo stato puro o in miscugli opportunamente dosati, e concimi specifici per ogni tipo di pianta o di terreno.

In un negozio di articoli da giardino li troverete tutti, in confezioni pratiche, in forma di granuli, coni, compresse, cristalli, fertilizzanti in polvere o liquidi.

Si tratta di prodotti concentrati, di facile impiego e a prezzi ragionevoli. Oggi con una spesa modesta si può anche acquistare una cassetta per l’analisi del terreno, attrezzata per una cinquantina di esami diversi (azoto, fosforo, potassio, acidità, ecc…).

L’analisi permette al giardiniere di rendersi conto con esattezza delle sostanze chimiche in difetto o in eccesso nella sua terra in modo da poter scegliere i fertilizzanti più adatti.

Ma, per quanto la tecnica del giardiniere sia stata semplificata, è sempre interessante e utile conoscere le nozioni fondamentali che regolano l’uso dei fertilizzanti e concimi.

Elementi contenuti nel terreno

Cominciamo dalla composizione del terreno. Gli elementi essenziali che un terreno deve contenere perché una pianta possa crescervi rigogliosa sono molti, ma non è necessario che tutti siano presenti nelle stesse proporzioni.

Dobbiamo infatti distinguere tra elementi principali, che devono essere presenti nel terreno in quantità relativamente grandi, ed elementi secondari, detti a volte anche elementi in traccia, la cui presenza, ugualmente indispensabile al terreno, è richiesta in percentuali minori.

Elementi principali e secondari contenuti nel terreno

Gli elementi principali sono: azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio, zolfo; quelli secondari: ferro, boro, manganese, zinco, rame molibdeno.

Si deve però tener presente che questa divisione in principali e secondari non è basata sul grado di importanza degli elementi, che sono tutti, come si è detto, indispensabili, bensì sulla quantità occorrente.

Vi sono poi altri elementi che, pur non essendo essenziali, sono tuttavia utili, come il sodio, il cloro e il silicio.

Dal punto di vista della quantità il fertilizzante più importante è l’azoto. Le piante ne hanno bisogno in grandi dosi dato che è l’elemento che più di ogni altro influisce sulla loro crescita.

E’ infatti l’azoto che ne determina il vigoroso sviluppo, le fa crescere sane, dà al loro fogliame il colore verde intenso e ne regola la fioritura.

PH DEI TERRENI

Nel post dedicato alla Terra, abbiamo accennato alla grande importanza che ha per il giardinaggio il problema della presenza o meno di calcio nel suolo.

Per un gran numero di piante questo elemento costituisce un fertilizzante fondamentale, perciò esso va dato periodicamente ai terreni che ne difettano, a meno che vi si coltivino esclusivamente piante che non amano il calcio, come, per esempio, la maggior parte delle Ericaceae.

Diversi pH per piante diverse

Scientificamente, un terreno neutro viene definito con la formula pH7, un terreno povero di calcio è un terreno acido con pH accompagnato da una cifra inferiore a 7, un terreno definito alcalino contiene una percentuale sensibile di calcio con pH accompagnato da una cifra superiore a 7.

Così un terreno classificato pH4 è molto acido e un terreno classificato pH9 è molto alcalino (calcareo).

Mentre aggiungere calcio ad un terreno che ne difetta non è un problema, è invece estremamente difficile eliminarlo quando ce n’è più del necessario, anche se, come abbiamo visto nel post riguardante i terreni, gli effetti del calcio possono venire in qualche modo controllati.

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